È davvero la felicità ciò che cerchi?

 

È davvero la ricerca della felicità a muovere l’animo umano, o c’è forse dell’altro?

A partire dai 20 anni ha iniziato a germogliare in me il pensiero che l’umano non si muova tanto verso la ricerca della felicità (che, per quanto piacevole, sappiamo anche essere effimera) quanto piuttosto verso una sensazione di quiete e benessere interiore più profonda e duratura.
Le esperienze delle vita (e le persone con cui ho condiviso il viaggio da quei vent’anni in poi) hanno fatto sì che il germoglio di questo pensiero mettesse radici e maturasse: forse non è tanto la felicità, ciò a cui tendiamo, quanto una più profonda quiete interiore.

Ma che cos’è, questo benessere interiore?
Per dargli maggiore concretezza, evitando resti solo un concetto astratto, ho provato a visualizzarlo come il centro di un fiore dai 5 petali 🌸: quanto proveremo a fare insieme oggi è vedere cosa risieda su ciascun petalo, per poi avvicinarci (al termine delle 5 tappe del viaggio) alla percezione di come si stia , al centro del fiore, in quella sensazione di quiete interiore.

#1 Ritrova il contatto con Te
Inizia il viaggio allora, ed è un viaggio che riparte da te.
Il primo petalo del fiore ti invita a ritrovare un contatto con la tua parte più profonda: come è la tua indole? Estroversa o riservata? Creativa o maggiormente strutturata, organizzata?
Quando avrai visto e riconosciuto la parte più autentica e profonda di te, sarà forse naturale portarla nelle attività e nelle relazioni interpersonali che abitano il tuo quotidiano: ciò che fai, le modalità con cui impieghi il tuo tempo, inizieranno probabilmente ad accordarsi sulle frequenze di questa indole che hai, in te, ricontattato.

#2 Tutto è collegato: la Vita in movimento
Ritrovato il contatto con te, sei alla seconda tappa del viaggio: quella in cui puoi iniziare a sentirti parte di un insieme più grande.
Quando passeggio nei boschi, mi capita di far delle pause appoggiandomi ad un albero: nel contatto della mia schiena con il tronco dell’albero si fa più viva in me la consapevolezza che la forza vitale che abita e sostiene quell’albero è la stessa, in fondo, che scorre anche in me.
La Vita, di base, è la stessa: solo si concretizza, esteriormente, in forme diverse – la forma albero, la forma Enrico e la forma… qual è il tuo nome?
Se l’energia che sostiene te e l’albero è la stessa, puoi iniziare a sperimentare un collegamento più profondo con le forme di vita che ti circondano: sentirti parte di un insieme più grande, appunto.

#3 Più fiducia e meno controllo
Spostandoti sul terzo petalo del fiore ti fai consapevole di quanto, sulla forza vitale che ci unisce tutti e che hai appena contattato, il tuo controllo sia limitato: la Vita è in continuo movimento, un movimento per lo più al di fuori del nostro controllo.
Dove il controllo si riduce, si crea uno spazio vuoto che può sostanzialmente esser occupato da uno solo di questi due stati d’animo antagonisti: la paura o la fiducia.
E, così pare, il secondo di questi sia un miglior compagno di viaggio.

#4 Tutto è al suo posto
Procedendo con fiducia approdi ora sul 4 petalo, che ti invita a lasciar maggior spazio al lato spirituale dell’esistenza, allentando la presa che gli aspetti materiali della vita hanno su di noi.
Aprendoti con fiducia al lato spirituale della vita (anche attraverso esperienze di meditazione o preghiera) è possibile tu riesca ad uscire da una visione dualista delle cose: le esperienza delle vita si slegheranno quindi dal concetto di perdita o guadagno e potrà fare capolino in te la sensazione che tutto sia già al suo posto, così come è.
Tutto sia già al suo posto: senza pressanti bisogni da soddisfare o approvazioni esterne da ricercare.

#5 Verso gli altri con benevolenza
La quinta ed ultima tappa del viaggio ti porta poi a contatto con gli altri con un sentimento di benevolenza, che io personalmente riassumo ed associo con il pensiero che il prossimo stia già facendo il meglio che può e che, se potesse fare di meglio, lo farebbe.
Questo gli va riconosciuto ed in questo va accolto, nel condividere una parte del cammino che (dalle unicità di ognuno) diviene così arricchente per entrambi.

Se mi hai seguito fin qua e le tappe ti sembrano troppe o troppo impegnative, ho una buona notizia: in realtà iniziato il viaggio un passaggio tira l’altro, un po’ come le ciliegie in estate. 🍒
Personalmente, pur non riuscendo ad abitare costantemente il centro del fiore, noto che lì riesco a permanere oggi più sovente di quanto non facessi anni fa: per ora questo basta.
La vita, poi, sa esser una buona maestra: a noi la responsabilità di esser buoni allievi.

Buona continuazione di Vita ☀️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.