Luce per attraversare la Notte: tolleranza nell’odierna società

 

Come è tradizione fare con le zucche a fine ottobre, così anche il concetto di tolleranza è stato svuotato del suo nutriente contenuto per esser ridotto a mera decorazione: una decorazione trasformata e manipolata per esser, proprio come la zucca del 31 ottobre, vuota e spaventosa.

Nello scriverti riparto da quel contenuto, dall’importante valore che la tolleranza porta con sè quando è sana attitudine a riconoscere come naturali le differenze nelle opinioni e comportamenti: quando è il trampolino dal quale partire per andare incontro all’altro, con apertura (mentale, del cuore) sufficiente a far sì che tale incontro sia arricchente.
Questo sano concetto di tolleranza (precursore di accoglienza ed accettazione) appare ai miei occhi uscito di scena, a lasciar dietro sè una società impoverita (dal punto di vista umano, quanto meno).

miei scarabocchi (click to zoom)

La paura, forse il sentimento più manipolatorio che esista, ha probabilmente giocato in questo un ruolo importante: la paura del diverso, di chi ha un’opinione altra.
Uno stile di vita dimentico di valori e promotore di ritmi e richieste di performance (poco umane per frequenza e contenuto) ha inoltre favorito comportamenti maggiormente individualisti che, uniti alla paura di cui sopra, hanno velocizzato la dipartita della tolleranza costruendo così un ostacolo all’incontro con l’altro (e privandoci della ricchezza che tale incontro avrebbe potuto portare, vedi miei scarabocchi nel riquadro rosa).

“Quanto può esser utile, la Luce di un’umana tolleranza, nell’attraversare la Notte della paura e dell’individualismo?”

Quanto può esser utile, la Luce di unumana tolleranza, nell’attraversare la Notte della paura e dell’individualismo

Ho chiaro in me il concetto che, se anche io e te fossimo seduti vicini ad osservare un tramonto in riva al mare, vedremmo e vivremmo due tramonti diversi: il concetto che al mondo esistano, in ogni istante, più di 7 miliardi di mondi diversi, tanto diversi sono i filtri con cui ciascuno di noi interpreta, assimila e si muove nell’esistenza.
Nostra responsabilità, credo, sia far sì che tali differenze diventino in primis desiderio di contattare empaticamente l’altro per poi concretizzarsi in un’opportunità di crescita, di arricchimento, per entrambi.
Un incontro arricchente del quale la tolleranza rappresenta imprescindibile fase embrionale: al fine di restituirle il suo valore, ti propongo qui sotto 👇 un esercizio al quale ho dato forma traendo ispirazione da Madre Natura…
…che ancor sa esser buon esempio ed alla quale, auspicabilmente, saremo in grado di tornare.

 

Buona visione, e buona continuazione di Vita ☀️

 

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