Sulle coordinate di umanità e spiritualità

“La spiritualità riguarda ciò che riteniamo vada al di là di noi stessi: fa riferimento ad obiettivi più ampi di quelli che riguardano i nostri interessi e ci porta a lasciare qualcosa nel mondo.” (Sue Knight).
“Mantieni fiducia nell’umanità.” (M. Gandhi).

Oggi ho scelto di recarmi in studio a piedi: ho ripercorso le strade della cittadina in cui sono nato, la cittadina a cui in età adulta ho fatto ritorno.
Nella passeggiata mi sono rivisto giovane adolescente, in un’altra stagione della Vita: in un’altra stagione, rispetto alle accese foglie dell’autunno che hanno accompagnato il mio odierno camminare.
Mi sono rivisto giovane adolescente ed ho rivisto quel giovane adolescente innamorato della sua naturale inclinazione a percepire ed accogliere le persone: gli stati d’animo, il non detto, le differenti attitudini e modalità di interazione con l’ambiente.
Come si combinano i colori (il giallo e il rosso a formare l’arancione di queste foglie autunnali) così intravedevo quali sfumature potessero palesarsi da un silenzio, uno sguardo, da un’osservazione più profonda di sé stessi e di chi si ritrova lungo il cammino.
Quali eventualità potessero originare da un incontro, in particolare se ci si presenta con umiltà e benevolenza.

“Come si combinano i colori (il giallo e il rosso a formare l’arancione di queste foglie autunnali) così intravedevo quali sfumature potessero palesarsi da un silenzio, uno sguardo, da un’osservazione più profonda di sé stessi e di chi si ritrova lungo il cammino”

Questo, in sintesi, il percorso che ancora adolescente sentivo di dover seguire.
Con gratitudine riconosco quanto le esperienze della Vita mi abbiano offerto la possibilità di coltivare queste sensibilità che, sospinte da un profondo senso di umanità, hanno dato senso e profondità al mio maturare.

Sono giunti così gli anni dell’università, durante i quali la mia ricerca di una nuova spiritualità ha trovato nella comunità di Taizè risposta: una nuova umanità con la quale (terminati gli studi) arrivarono anche il lavoro a contatto con gli adolescenti e le loro famiglie, la filosofia di Agosti, gli scritti di Tolle, i quadri di Grey, i pensieri di Gibran, le tecniche energetiche, la poetica di Nick Cave, la meditazione dello Zen e la sua visualizzazione nel percorso fotografico che ne portava il nome.
Venne poi l’esperienza all’estero, con tutte le sue opportunità di crescita: venne l’esperienza all’estero a portarmi nuovamente un’occupazione pregna d’umanità, a contatto con giovani e famiglie in difficoltà.
Qui la scoperta di quanto gli anni sviluppino in fretta, fuori dai confini: vicino ai 40 ritorno in Italia e, iniziando il percorso formativo presso l’Accademia di Tara, sento come quanto scritto qui sopra continui ad ardere, accompagnando il mio quotidiano e le mutevoli stagioni della Vita.
Quanto scritto qui sopra continua ad ardere, a partire dall’amore per il potenziale umano e dalla valorizzazione di quell’incontro (con sé stessi e con gli altri) che ai miei occhi da sempre si presenta vestito di sacralità: incontro dal quale, con meraviglia, possono sviluppare quelle sfumature e quei colori di cui ti ho scritto sopra.

Ed è per tutto questo che ho scelto questo percorso di Vita e questo percorso lavorativo: è per tutto questo che, per una semplice informazione o per un profondo ascolto consapevole, ogni volta che bussi alla porta del mio studio per me sei il più grande regalo che la Vita, in quel momento, possa farmi.

Con umanità,
Enrico.

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