I surrogati dell’Amore

“Siamo stati amati abbastanza da riuscire a sopravvivere,
ma non abbastanza da sentirci integri”.
Peter Shellenbaum

I surrogati a cui si riferisce il titolo dell’articolo sono quelle strategie che inconsapevolmente puoi aver messo in atto se, già nell’infanzia, hai sentito di non aver ricevuto dai famigliari sufficiente Amore: di questi sostituti è importante tu ti faccia consapevole per evitare di restare in una confusione che potrebbe, nel tempo, mettere a dura prova le tue relazioni.

Quali sono, dunque, i due surrogati dell’Amore?

1. L’accettazione

Questa prima strategia entra in gioco quando, non sentendosi sufficientemente visto o amato, il bambino ricerca l’approvazione dei genitori e (cosa ancora più grave) inizia a generare in sé una pericolosa confusione tra il ricevere Amore ed il ricevere approvazione.
Tra i vissuti del bambino può così germogliare il pensiero che sentirsi amato significhi sentirsi dire bravo, ti sei comportato bene, hai soddisfatto le aspettative dei tuoi genitori, preso buoni voti a scuola, e così via: queste sono forme di riconoscimento, di approvazione, di gratificazione che non hanno però a che fare con il concetto di Amore.

“…se hai sentito di non aver ricevuto sufficiente Amore…”

Diventato adulto questo bambino ricerca probabilmente l’approvazione degli altri al posto dell’Amore, poiché per lui i due concetti sono praticamente equivalenti: nel far ciò può arrivare a snaturarsi al fine di compiacere chi gli stia vicino, poiché si dimentica dei propri bisogni (è teso a soddisfare prima quelli degli altri) o, infine, perché trovandosi a percorrere strade non sue non sa riconoscere i suoi talenti.
Se io sono un fuoristrada, ed il mio talento è andare lentamente su impervi sentieri di montagna, come posso riconoscere questa mia abilità se vengo costretto a percorrere tutta la mia vita in autostrada?

Se il surrogato dell’accettazione è abbastanza da colmare il vuoto la ricerca del bambino si ferma qui, limitando parzialmente i danni.
Se al contrario i genitori sono troppo presi dalle loro faccende per riconoscere gli sforzi fatti dal bambino (ed il surrogato dell’approvazione non dovesse quindi mostrarsi sufficiente) con una richiesta d’amore ancora insoddisfatta il piccolo adulto passerà al secondo surrogato, ancora più povero rispetto all’approvazione: il potere.

2. Il potere

Il potere, che come vedremo si può manifestare in diverse forme, ha un solo obiettivo: quello di far sì che i genitori (nell’infanzia) e gli altri (nel corso della vita) ci rivolgano le loro attenzioni, la loro considerazione, le loro cure (in una visione del tutto distorta, che ci rivolgano l’amore che non abbiamo ricevuto).

Le forme di potere hanno quindi un fine per lo più manipolatorio e possono essere espresse in tre modalità:

– a. il potere intimidatorio
È tipico di chi vuole tenere sotto scacco gli altri con ricatti psicologici, facendo leva sulla vergogna o sui sensi di colpa: chi esercita questo potere cerca di “mettere in riga l’altro” con una forma malsana di autoritarismo che porta chi lo subisce a sentirsi spaventato, in colpa e bisognoso di giustificarsi continuamente.
– b. il potere della fuga
È usato da chi non risponde più al telefono, si ritira nei suoi silenzi e cerca di farsi desiderare pur di essere preso in considerazione: la convinzione di fondo, in questo caso, è che più appaio distaccato e più mi cercano, mi vedono, e (seguendo questa enorme confusione emotiva) mi amano.
– c. il potere della vittima
Forse la forma di potere più semplice da spiegare, viene usata (come dice il nome stesso) da chi si mette nei panni della vittima al solo fine di cercare l’attenzione degli altri, facendo leva sulla loro compassione: la confusione, qui, è quindi tra Amore e compassione.

💡  Ti propongo ora un piccolo test per verificare se i concetti ti siano arrivati in modo chiaro: come pensi possa risponderti una persona che usa la seconda forma di potere (fuga) unita alla prima (intimidatorio) se tu dovessi chiederle “perché non mi rispondi mai quando ti cerco?”
Usando entrambe queste forme di potere la persona potrebbe risponderti “dovresti saperlo già tu, perché non ti rispondo!”: in questo modo continua a mantenersi sfuggente e fa al contempo leva sulla tua paura o suoi tuoi sensi di colpa, portandoti a chiederti “oddio, cosa avrò mai fatto?”.

In conclusione di articolo ti lascio un disegno riassuntivo dei surrogati dell’Amore di cui abbiamo parlato:
– nel caso il bambino non riceva sufficiente Amore incondizionato, ricerca Amore confondendolo in primis con l’approvazione (in viola)
– se l’approvazione ricevuta non basta per colmare il gap entra in gioco il secondo surrogato dell’amore, il potere, che si esplicita come potere intimidatorio, di fuga, o da vittima.

Augurandoti questo articolo sia stato utile per portare un po’ di ordine e chiarezza nelle relazioni interpersonali del tuo quotidiano, ti lascio qui sotto un più approfondito video relativo all’argomento e ti auguro, di cuore, una buona continuazione di Vita. ☀️

 

Testo consigliato: “Le relazioni interpersonali. Nella coppia, in famiglia, a scuola, sul lavoro” Enrico Cheli.

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